Il ruolo dell'EIM. Il Presidente Massimo Romagnoli risponde all'UNCEM
Ho appreso con stupore le dichiarazioni del Presidente dell’UNCEM, Enrico Borghi, sull’Ente Italiano della Montagna, contenute nel suo commento alla sentenza n. 27 della Corte Costituzionale del 25 gennaio scorso.
Afferma il Presidente dell’UNCEM: «Lo Stato non può definire la montanità! Se ne facciano una ragione i ministri, quei parlamentari alla spasmodica ricerca di ruolo con il righello in mano e anche il neo costituito Ente Italiano per la Montagna che in maniera piuttosto avventata si è autoproclamato soggetto per la ridefinizione da Roma dei criteri di montanità. Questa competenza attiene alle Regioni».
Non spetta a me rispondere per conto dei ministri e dei parlamentari chiamati in causa così incautamente, ma debbo sicuramente fare qualche precisazione in nome dell’Ente che ho l’onore di presiedere, in virtù della nomina del Governo dello scorso 28 ottobre e per volontà diretta del Presidente del Consiglio.
L’Ente Italiano della Montagna non si è mai «autoproclamato soggetto per la ridefinizione da Roma dei criteri di montanità». L’EIM, in quanto ente di ricerca, ha lavorato in questi anni sulle questioni inerenti alla montanità e ha conquistato una credibilità sul campo, riconosciuta dall’autorità di governo, sia a livello nazionale che regionale, indipendentemente dal colore politico.
Infatti, l’Ente possiede una banca dati dei territori montani che né i Ministeri né le Regioni possiedono, tanto è vero che, all’occorrenza, tali istituzioni pubbliche (ma anche le Province e altri Enti Locali, nonché molte Comunità Montane) fanno riferimento all’EIM: si tratta di un patrimonio che è il frutto di una attività di studio e di elaborazione tecnico-scientifica che solo un ente pubblico di ricerca può garantire.
D’altronde, l’EIM – in quanto ente pubblico di ricerca della Presidenza del Consiglio finalizzato al supporto alle politiche e allo sviluppo socio-economico e culturale dei territori montani – non fa che adempiere alla sua missione istituzionale, caratterizzata da un moderno approccio multidisciplinare per lo studio delle aree montane: una missione che configura l’Ente sia come il laboratorio della Presidenza del Consiglio finalizzato alla promozione dei territori montani, sia come strumento di consulenza e supporto all’autorità di governo, alle amministrazioni locali e agli enti territoriali nella raccolta, sistematizzazione e diffusione dei dati e delle conoscenze sulla montagna, nonché nella definizione di strategie e nell’elaborazione delle politiche e degli interventi in favore delle aree montane.
È innegabile il fatto che la questione della montanità è fondamentale nel nostro Paese e che è al centro del dibattito politico e parlamentare. Da tre anni, nella legge finanziaria, cioè nel principale provvedimento legislativo di riferimento per la vita della Repubblica italiana, sono contenute disposizioni di rilievo che riguardano la montagna. Occorre però tenere conto del fatto che, dal momento che non esiste una definizione di comune montano, i vari provvedimenti di legge fanno riferimento o magari sottintendono diverse definizioni di montanità.
Se manca una definizione o classificazione univoca della montagna, diventa più difficile attuare politiche efficaci in favore dei territori montani, anche e soprattutto in funzione dell’elaborazione di quei criteri di perequazione che sono previsti dal federalismo fiscale di prossima attuazione.
Non posso, infine, non rilevare che il dott. Enrico Borghi è stato nominato dal Governo componente del Comitato Scientifico dell’EIM, su indicazione della sua stessa istituzione, l’UNCEM. Infatti, lo Statuto dell’EIM, approvato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri il 20 marzo 2008, riserva all’UNCEM – in seguito a una precisa richiesta dell’Unione Nazionale Comuni, Comunità, Enti Montani – la designazione di uno dei tre componenti del Comitato Scientifico. È curioso che l’UNCEM abbia indicato il proprio Presidente per un ruolo “scientifico”: prima di lanciare con leggerezza accuse di “autoproclamazione”, sarebbe bene guardarsi allo specchio e in casa propria.
Massimo Romagnoli, Presidente Ente Italiano della Montagna